
di Aldo Scarpa
In Italia la cultura dell’accessibilità e della progettazione universale stenta ad affermarsi e il pedone occupa ancora un posto marginale negli scenari di sviluppo urbano e della mobilità, nonostante siano in aumento il numero degli anziani, le malattie conseguenti ad una vita sedentaria e all’obesità, lo smog causato dal traffico automobilistico e gli incidenti stradali che coinvolgono i pedoni.
Per migliorare la presenza di chi cammina in città, la grande partita della mobilità futura dovrà pertanto rispondere ai requisiti di sostenibilità, sicurezza ed accessibilità per tutti, e affrontare in sinergia con le politiche urbane le seguenti problematiche:
- definire una strategia globale degli spostamenti che parta dal pedone, considerando che attualmente le azioni per chi cammina restano isolate, puntuali e circoscritte nello spazio;
- considerare la relazione fra gli spostamenti a piedi, qualità degli spazi pubblici, e dinamismo urbano;
- considerare la stretta dipendenza fra gli spostamenti a piedi e il benessere psicofisico dell’individuo.
Si intende dimostrare che il riposizionamento e il reinserimento del pedone al centro delle politiche della mobilità, migliorano significativamente la qualità urbana.
Se da un lato siamo tutti d’accordo nel riconoscere che le macchine inquinano e occupano troppo spazio, dall’altro lato i piani di rilancio dell’economia sostengono la produzione ed il mercato automobilistico e la realizzazione di infrastrutture stradali, i commercianti si mobilitano contro le azioni di pedonalizzazione e i residenti vorrebbero parcheggiare sotto casa.
Anche se le politiche affrontano l’aspetto ambientale promuovendo i mezzi di trasporto alternativi, non ci sono piani e programmi radicali per incentivare la mobilità pedonale. La realizzazione di una rete di marciapiedi protetti, percorribili e confortevoli, consente di favorire gli spostamenti a piedi; permette di valorizzare i consueti luoghi d’incontro (piazze, aree verdi); accellera il rinnovo qualitativo ed ecologico delle città; aumenta gli scambi socio-economici dei cittadini e favorisce lo sviluppo culturale della città.
La sfida per qualificare gli spazi pubblici richiede il riconoscimento della scala umana e della mobilità pedonale come mezzo di spostamento universale, sostenibile e a misura di tutti.
Tratto dal manuale “Per una città sostenibile a misura di tutti”
di Murielle Drouille e Aldo Scarpa (Alinea, Firenze, 2009)