E’ una delle prospettive di evoluzione della professione di mediatore.
Passare da soggetto “che mette in contatto due o più parti per la conclusione di un affare” a figura indispensabile per giungere serenamente all’atto notarile.
Un pò come succede in Francia dove l’agente immobiliare, assieme al notaio, garantisce la perfetta conclusione degli affari. Addirittura in Francia il denaro non viene consegnato al venditore, bensì al notaio. E per tutte le incombenze fiscali, tecniche e commerciali ci pensa il “mediatore” che in questo caso è un vero e proprio consulente. Solo che in Francia la provvigione è pagata solo dalla parte venditrice, perdendo così la caratteristica di terzietà, che caratterizza l’operatore in Italia.
Infatti da noi la provvigione è dovuta da entrambe le parti e anche per questa ragione il mediatore italiano deve operare nell’interesse delle stesse.
Certo è che la professionalizzazione dell’attività di intermediario si rende necessaria, magari elevando il grado di formazione obbligatoria, istituendo così i crediti formativi al fine di “obbligare” gli agenti immobiliari in regola ad aggiornarsi costantemente.
Su questa linea vi è l’ANAMA con il vertice al completo, decisa a dare un forte contributo affinchè l’agente immobiliare si trasformi nella figura indispensabile che tutti auspicano.