Possono abilitarsi i professionisti iscritti agli albi professionali
Va allegato in ogni atto di vendita e di locazione tra privati
di Umberto Visconti

Nasce una nuova professione: il certificatore energetico. Per svolgere l’attività di certificazione bisogna essere abilitati alla professione tramite il superamento di un apposito esame. Vi possono accedere tutti i professionisti iscritti ad Albi professionali (geometri, ingegneri, architetti, ma anche periti edili, agrari, chimici etc.). In Lombardia, Regione all’avanguardia nella materia, si diventa certificatori energetici iscrivendosi nell’elenco dei soggetti certificatori, istituito presso l’Organismo di accreditamento. Pensate che l’elenco regionale lombardo conta ad oggi oltre 8.700 certificatori, per lo più ingegneri, architetti, geometri e periti. Due sono le qualità fondamentali che caratterizzano il certificatore energetico secondo le prescrizioni della Direttiva 2002/91/CE: la qualifica e l’indipendenza rispetto alla realizzazione dell’edificio e dei suoi componenti e agli interessi del richiedente. Infatti, il certificatore energetico non può svolgere attività di certificazione sugli edifici per i quali risulti proprietario o sia stato coinvolto, personalmente o comunque in qualità di dipendente, socio o collaboratore di un’azienda terza, in una delle seguenti attività:
1. progettazione dell’edificio o di qualsiasi impianto tecnico in esso presente;
2. costruzione dell’edificio o di qualsiasi impianto tecnico in esso presente;
3. amministrazione dell’edificio;
4. fornitura di energia per l’edificio;
5. gestione e/o manutenzione di qualsiasi impianto presente nell’edificio;
6. connesse alla funzione di responsabile servizio prevenzione e protezione (RSPP)
7. connesse alla funzione di coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori ai sensi del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
8. connesse alla funzione di direzione lavori.
Quindi una figura professionale “terza” rispetto alle parti, indipendente e qualificata a svolgere una professione nuova, importante e di sicuro successo. Si stima che un Attestato di certificazione energetica (ACE) possa costare al proprietario dell’immobile dai 400 euro ai 1.000 euro a seconda delle difficoltà operative, della complessità dell’incarico e delle allegazioni che si effettueranno.
Si ricorda che dal 1 luglio in ogni atto di compravendita e di locazione tra privati è obbligatorio presentare il certificato energetico.
Ma qual’è la procedura per dotarsi di un certificato energetico?
Innanzittutto va detto che l’attestato di certificazione energetica (ACE) è idoneo se:
- a) redatto e asseverato da un Soggetto certificatore (il Certificatore Energetico abilitato),
- b) se registrato nel catasto energetico e
- c) timbrato per accettazione dal Comune di competenza.
Il proprietario dell’edificio deposita presso il Comune di competenza l’ACE e la ricevuta generata dal catasto energetico. Il Comune rilascia poi al proprietario una copia dell’attestato opportunamente timbrato per accettazione. Come si vede prende vita il Catasto energetico, di competenza regionale ed una funzione nuova per i Comuni tenuti a timbrare, per presa visione, la registrazione che i proprietari effettuano al catasto energetico.
L’attestato di certificazione energetica ha un’idoneità massima di 10 anni a partire dalla data di registrazione della pratica nel catasto energetico. Deve essere aggiornato ogni qualvolta intercorrano “modifiche che cambiano la prestazione energetica dell’edificio” o a seguito di “mutamenti di destinazione d’uso”.