“Il cane è il migliore amico dell’uomo” ci dissero quando eravamo bambini. Ci credemmo, ci abbiamo creduto fino a pochi giorni fa, quando, davanti ad una nota d’agenzia (ASCA, 25 gennaio, “Condominio: una lite ogni 12 minuti a causa degli animali”), abbiamo cominciato a nutrire seri dubbi sull’autentico legame uomo-cane. Non fosse altro che per un dato a dir poco allarmante: nel corso del 2009 sono state 37mila le segnalazioni, giunte allo Sportello Animali di AIDAA - Associazione Italiana per la Difesa di Animali e Ambiente, relative a richieste di consulenza e conciliazione in seguito a liti di condominio aventi come oggetto la presenza di animali.
In base a tali segnalazioni, si è rilevata una frequenza allarmante: nei condomini italiani si litiga ogni dodici minuti per motivi legati alla presenza di animali. In particolare, i cani rappresentano il settanta per cento del totale degli animali oggetto delle segnalazioni, i gatti il ventisei per cento, i conigli il due per cento, altri animali (tartarughe, uccelli canterini) il restante due per cento.
I nostri connazionali più inclini al litigio causato dalle bestiole vivono in Lombardia, Piemonte, Lazio, Veneto, Emilia; quelli che hanno richiesto il maggior numero di consulenze vivono a Milano, Roma, Parma, Padova e Vicenza.
Quali i motivi del contendere? Innanzitutto il presunto disturbo provocato dall’abbaiare dei cani durante le ore di riposo e in quelle notturne, poi le questioni legate all’uso di ascensori e degli spazi condominiali pubblici da parte dei cani e dei loro padroni, infine la presenza di escrementi lasciati dagli animali negli spazi/giardini condominiali. Questioni importanti, che a volte lasciano intravedere poca cura e pochi accorgimenti da parte dei proprietari per il comportamento dei propri animali, in particolare dei cani, all’interno degli spazi condominiali pubblici.
A tutto ciò v’è da aggiungere la necessità di modificare o applicare in maniera regolare molti regolamenti condominiali, in quanto, molto spesso, i regolamenti di condominio non sono in linea con le normative legislative nazionali e regionali sulla tenuta degli animali in condominio. A quanto pare, Fido diventa una presenza scomoda nei condomini e richiede sempre crescente attenzione.
Per gestire nel migliore dei modi le relazioni con il vecchio e caro “migliore amico dell’uomo”, sono stati istituiti (con Decreto Ministeriale 26 novembre 2009 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 gennaio 2010) i corsi di formazione – volti a prevenire i comportamenti aggressivi e potenzialmente pericolosi – obbligatori per chi possiede un cane “problematico” o a “rischio elevato”, e facoltativi per tutti gli altri proprietari. Il Decreto Ministeriale sui percorsi formativi per i proprietari dei cani, collegato all’Ordinanza contingibile ed urgente del ministro del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali sulla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani del 3 marzo 2009, stabilisce i criteri e le linee guida per la programmazione dei percorsi formativi volti a fornire nozioni sulla normativa vigente e sulle caratteristiche fisiologiche ed etologiche del cane, in modo da indirizzare il proprietario verso il possesso responsabile. I corsi saranno organizzati dai Comuni che, congiuntamente con le Aziende Sanitarie Locali, potranno avvalersi, della collaborazione degli Ordini Professionali dei Medici Veterinari, delle Facoltà di Medicina Veterinaria, delle Associazioni Veterinarie e di protezione degli animali, di educatori cinofili di comprovata esperienza.
Chissà che il patentino, oltre ad attestare il “possesso responsabile”, non riesca anche a ridurre le cause di litigi in condominio …
Manuela Fragale
